PIU Europa è una iniziativa condivisa con i Comuni che va a qualificare la nostra Regione in termini di qualità dei progetti poichè non possiamo spezzettare le opere. Gli interventi verranno fatti nei singoli comuni ma con un impianto provinciale e regionale.
E’ una buona pratica poichè ci sarà la capacità di accelerare la spesa, da una parte spenderemo le risorse comunitarie, dall’altra faremo importanti opere pubbliche tutte rivolte verso i cittadini.






Se da alcuni mesi chi governa l’Italia è impegnato a combattere la crisi economica, c’è chi questa battaglia l’ha ingaggiata da tempo. Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, sin dall’inizio del suo mandato ha avviato una stagione di austerity e riforme. Presidente a che punto è la sua azione di risanamento? In Campania abbiamo ereditato una situazione molto difficile. Dopo quindici anni di cattiva politica la Regione era ai limiti del default finanziario e ci siamo dovuti confrontare con i vincoli legati allo sforamento del patto di stabilità. Ciò ha significato per oltre un anno il blocco totale degli investimenti, l’impossibilità di accendere mutui, di fatto la paralisi dell’ente. Alle difficoltà economiche regionali si sono poi aggiunte quelle dettate dalla attuale crisi. Nonostante queste difficoltà sin dal primo giorno la Giunta regionale si è rimboccata le maniche ed abbiamo iniziato il risanamento dei conti e di razionalizzazione della spesa che sta producendo già significativi risultati, riconosciuti recentemente anche dalla Corte dei Conti.
Caldaro: eliminare le storture che hanno portato al deficit. Via a un piano quinquennale. Al presidente Stefano Caldoro fischiano le orecchie da tempo. Quando la Regione Campania deve mettere mano alle forbici o al riassetto dei conti scatta la protesta. E a essere messo sulla graticola come indifferente alla cultura non ci sta.