E per quanto riguarda l’energia?

Pubblicato in AmbienteLe mie idee il 4 febbraio 2010 alle ore 11:08 Commenti (7)

Dobbiamo ridurre il deficit energetico attuando il piano e ricercando una integrazione fra le diverse fonti sia rinnovabili sia tradizionali.
Devono essere confermarti gli incentivi e contributi per gli investimenti in impianti fotovoltaici a basso impatto territoriale (tetti fotovoltaici) privilegiando dunque installazioni in zone da recuperare, su edifici industriali, commerciali o strutture su immobili di nuova costruzione da destinarsi ad edilizia abitativa (biocase), edifici pubblici oggetto di interventi di ristrutturazione e riqualificazione.


Dobbiamo incentivare ancora di più i progetti integrati di filiera, finalizzati con accordi di programma all’innovazione nelle filiere competitive, al miglioramento degli standard qualitativi delle produzioni agroalimentari in filiere quali ad esempio la zootecnia lattiero-casearia, zootecnia carni, ortofrutticola, olivicolo-olearia, vitivinicola, cerealicola (grano duro-pasta), florovivaistica.

Cosa si può fare per i rifiuti?

Pubblicato in AmbienteLe mie idee il 3 febbraio 2010 alle ore 23:54 Commenti (1)

Diverso il problema dei rifiuti. La vicenda dell’emergenza è stata risolta grazie all’impegno personale del Presidente Berlusconi.
Ora bisogna ridurre al minimo le discariche e completare la realizzazione degli impianti di smaltimento, recupero e incenerimento dei rifiuti.
Il primo passo è incentivare, anche con sistemi premianti, i progetti di raccolta differenziata e adottare una pianificazione e un monitoraggio che consentano di evitare “blocchi” o interruzioni e dunque l’emergenza.


La Campania ha straordinarie potenzialità.
Penso che sia decisivo puntare su recupero, restauro, tutela, rivalutazione e manutenzione dei beni culturali, dei beni naturalistici e dei beni ambientali.
Questi, i cosiddetti “giacimenti” culturali, naturalistici ed ambientali, rappresentano, insieme all’agro industria, alle produzioni tipiche ed all’artigianato tipico di qualità, uno dei principali punti di forza dell’economia della nostra regione.


E’ una versione ridotta di quanto si sarebbe potuto e dovuto fare in base al disegno reso possibile dal governo. Nella legge ci sono buoni principi ma poche decisioni concrete.
Dopo mesi e mesi di un dibattito che aveva messo a rischio la stessa sopravvivenza della Giunta regionale possiamo dire che la montagna ha partorito un topolino. Ha prevalso una posizione ideologica che non corrisponde alle finalità del piano casa voluto dal governo, né alle esigenze del territorio e dei cittadini.