Per incentivare il ritorno e la permanenza di giovani ricercatori e studenti nella regione dobbiamo rimuovere il deficit di infrastrutture tecnologiche (biblioteche, sistemi di apprendimento a distanza, tecnologie informatiche), la mancanza di alloggi per studenti, le difficoltà negli spostamenti per raggiungere le sedi universitarie anche quando sono delocalizzate sul territorio.


L’amministrazione regionale, assieme ai suoi dirigenti e funzionari, deve dimostrare grande attenzione alle esigenze dell’utenza. Tutti dobbiamo puntare all’etica del risultato mirando alla soddisfazione dell’utenza.
Dobbiamo fare leva sul senso di responsabilità diffuso tra i lavoratori pubblici che devono trasformarsi in veri e propri mediatori dei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione, tra utenti e burocrazia.


Dobbiamo ridurre il ruolo e la presenza della sfera pubblica nella società e nell’economia regionale.
Dobbiamo ampliare  la cultura della competitività e del mercato, eliminare le rendite e le intermediazioni parassitarie, ridurre la presenza dell’imprenditore pubblico, abbattere i monopoli, sia quelli pubblici, sia quelli privati, nella gestione dei servizi pubblici, dobbiamo liberalizzare i servizi locali, garantendo standard qualitativi delle prestazioni.
Dobbiamo abolire il sistema dei contributi a fondo perduto, investire nelle opere di difesa idrogeologica e nelle infrastrutture materiali ed immateriali privilegiando il ricorso al project financing nelle infrastrutture a tariffa.

Web Analytics