Apprezzamento per la scelta del primo cittadino di Castellammare di Stabia Luigi Bobbio di abbandonare la cerimonia in onore di San Catello.

Nel condannare con fermezza ogni comportamento di ossequio alla illegalità oranizzeremo una iniziativa a Castellammare coinvolgendo la Curia. L’impegno deve essere quello di tenere insieme le Istituzioni, laiche e religiose, che sono impegnate in prima linea nella battaglia contro la criminalità organizzata. Insieme, come sempre abbiamo fatto, con le forze sane, daremo una significativa risposta.

PIU Europa, una buona pratica per i Comuni

Pubblicato in News il 23 gennaio 2012 alle ore 14:44 Commenti (0)


PIU Europa è una iniziativa condivisa con i Comuni che va a qualificare la nostra Regione in termini di qualità dei progetti poichè non possiamo spezzettare le opere. Gli interventi verranno fatti nei singoli comuni ma con un impianto provinciale e regionale.

E’ una buona pratica poichè ci sarà la capacità di accelerare la spesa, da una parte spenderemo le risorse comunitarie, dall’altra faremo importanti opere pubbliche tutte rivolte verso i cittadini.

Svolta c’è. La sanità campana vuole migliorare cambiando

Pubblicato in News il 20 gennaio 2012 alle ore 18:57 Commenti (2)


In questo portale c’è il modello della sanità che vogliamo costruire ed è importante che sia partito in un’azienda che in passato ha avuto problemi di efficienza e trasparenza.

La nuova gestione della sanità campana porterà a una razionalizzazione e ottimizzazione dei servizi e al risparmio, ogni anno, di milioni di euro di risorse pubbliche.

La carenza di liquidità è il primo problema da risolvere

Pubblicato in News il 20 gennaio 2012 alle ore 15:51 Commenti (1)


Carenza di liquidità e ritardi nei pagamenti alle imprese sono il primo problema del Sud che va risolto. Non e’ possibile pensare a una seconda fase, giusta e necessaria, di rilancio per il Paese, come dice il Governo senza trovare una soluzione. La nostra urgenza è la liquidità. Abbiamo necessità di dare seguito ai pagamenti, abbiamo ritardi insostenibili, che in alcuni casi superano i 2 anni, per il mondo dell’impresa.

E’ evidente che il sistema privato ha la sua dinamicità però gran parte del mondo dell’impresa è legato alle risorse pubbliche. Sono due i modi attraverso i quali reperire liquidità. Da un lato la mia proposta di istituire un Fondo di garanzia nazionale nel quale far convergere le risorse non spese dalle Regioni per i limiti imposti dal Patto di stabilità e che rischiano di essere perse. Così recuperiamo liquidità e la destiniamo al mondo delle imprese e del sociale, riducendo anche le differenze del territorio nazionale. Questo perchè mentre la media dei ritardi nei pagamenti al Sud arriva a superare i due anni, ci sono altre realtà nelle quali i ritardi accumulati sono di circa 1450 giorni mentre la normativa europea chiede che i pagamenti vengano effettuati in 60-90 giorni. L’altra strada da percorrere, è rivedere il Patto di stabilità interno, così da permettere alle amministrazioni di pagare fuori dai limiti previsti.


Abbiamo pensato, con il ministro Barca, di dare attuazione a un pezzo del Piano Sud sul rafforzamento della governance interistituzionale. Un tavolo di partenariato tra Regione, Ministero per la Coesione territoriale, e la Banca d’Italia, sarebbe il primo caso in Italia, primi anche nel Sud del Paese. Ho chiesto al commissario, per completare il quadro di avere stabilmente con noi uno dei funzionari della Commissione europea. Nella riforma dei fondi strutturali, c’è il Contratto di partenariato, che di fatto sostituisce l’attuale sistema di governance. Noi anticipiamo questo contratto e lo strutturiamo come modello di governance innovativo nella Regione Campania, in particolare sui grandi progetti proprio perchè è lì che c’è bisogno di fare un’analisi condivisa.

Il commissario si è riservato di decidere, noi manderemo una nota nella quale spiegheremo meglio cosa vogliamo fare, dicendo che vogliamo costruirlo soprattutto per i grandi progetti. Ringrazio Hahn per la sua presenza qui in Campania e per il lavoro che fa d’intesa e a sostegno per tante nostre iniziative.

Impegno di 1 miliardo sulla scuola. Avanti col Piano Sud

Pubblicato in News il 19 gennaio 2012 alle ore 12:25 Commenti (0)


Gli interventi del Governo sulla scuola sono condivisi a livello europeo e rientrano negli accordi presi con le Regioni per dare risposte di tipi strutturale. Il programma prevede un impegno di circa un miliardo per le scuole meridionali e riguarderanno tutto il tema della dispersione scolastica, dei livelli di apprendimento, una parte sara’ destinata all’orientamento e agli stage.

Continuiamo con il piano Sud, con l’impianto messo in campo dal Governo Berlusconi e il ministro Fitto. Anche Monti ha riconosciuto il lavoro del governo precedente sottolineando che questo piano è in continuità con quello di prima. Questo Governo ha priorità specifiche, come la scuola, la parte dell’occupazione che è quella più legata alla crisi. Ci sono temi che sono imposti con maggiore urgenza, ma sono tanti i temi di questo piano.

Il Governo vuole rafforzare l’intesa con le Regioni. Quella con il governo è stata una riunione significativa anche perchè si è rafforzata la governance. Nell’incontro con il commissario europeo per le Politiche regionali Hanh, discuteremo delle idee che abbiamo per rafforzare questi aspetti.

Con governo lavoro comune su proposte concrete

Pubblicato in News il 18 gennaio 2012 alle ore 15:51 Commenti (0)


Abbiamo rafforzato un lavoro comune su proposte concrete e su come usare bene le risorse per il Sud. Noi chiediamo che le risorse nazionali siano sicure e certe. E inoltre abbiamo un problema di liquidità.

Abbiamo avviato un lavoro comune molto positivamente e in continuità con quanto fatto dal governo precedente e dall’ex ministro Fitto. La Campania ha portato al tavolo, come buone pratiche, l’esempio della portualità-interportualità del porto di Napoli, che si allarga a Salerno nell’ottica di un grande hub del Mediterraneo.

Dai rifiuti alla sanità, ecco come risorge la Campania

Pubblicato in News il 18 gennaio 2012 alle ore 11:50 Commenti (1)

Se da alcuni mesi chi governa l’Italia è impegnato a combattere la crisi economica, c’è chi questa battaglia l’ha ingaggiata da tempo. Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, sin dall’inizio del suo mandato ha avviato una stagione di austerity e riforme. Presidente a che punto è la sua azione di risanamento? In Campania abbiamo ereditato una situazione molto difficile. Dopo quindici anni di cattiva politica la Regione era ai limiti del default finanziario e ci siamo dovuti confrontare con i vincoli legati allo sforamento del patto di stabilità. Ciò ha significato per oltre un anno il blocco totale degli investimenti, l’impossibilità di accendere mutui, di fatto la paralisi dell’ente. Alle difficoltà economiche regionali si sono poi aggiunte quelle dettate dalla attuale crisi. Nonostante queste difficoltà sin dal primo giorno la Giunta regionale si è rimboccata le maniche ed abbiamo iniziato il risanamento dei conti e di razionalizzazione della spesa che sta producendo già significativi risultati, riconosciuti recentemente anche dalla Corte dei Conti.

Oggi (ieri per chi legge, ndr) è una giornata storica per la Campania: dopo vent’anni il Consiglio regionale ha approvato il piano sui rifiuti.
Sì. Un altro fondamentale tassello dopo il piano per i rifiuti speciali. E’ quanto l’Unione Europea ci chiedeva da tempo. La Regione ha così concluso tutti gli adempimenti ed ha creato le condizioni per evitare le sanzioni. Una risposta concreta a Bruxelles e soprattutto ai cittadini. Ringrazio l’assessore Giovanni Romano per il tenace lavoro, il Consiglio e la commissione competente per il contributo fornito.

Su questo tema si riuscirà a trovare la giusta sinergia col sindaco De Magistris?
Con il sindaco di Napoli c’è un clima di collaborazione istituzionale. Sono convinto che su questo, come su altri grandi temi di interesse per i cittadini, le istituzioni sapranno trovare una giusta sintesi.

Quello dei rifiuti però è solo uno dei problemi su cui la sua Giunta si sta cimentando. Mi riferisco per esempio al risanamento del comparto sanitario...
Stiamo lavorando per costruire una sanità che sia a misura di cittadino, che sappia coniugare la razionalizzazione ad un servizio efficiente e funzionale e alle necessità del paziente. Con il piano ospedaliero stiamo dando una grande risposta in questa direzione. Abbiamo chiesto ai cittadini sacrifici per avere in cambio una sanità efficiente e qualificata. I nostri sforzi sono stati riconosciuti dall’Agenas che ha sottolineato la forte riduzione della spesa farmaceutica e dal tavolo interministeriale sul piano di rientro che a settembre ha messo a disposizione 450 milioni. Coniugare rigore e qualità, questa deve essere la linea da seguire.

La riforma del sistema sanitario va di pari passo con quella delle politiche sociali. In questo ambito la sua Giunta si sta sforzando di rendere l’assetto della Regione Campania coerente con le più avanzate impostazioni ispirate al principio di sussidiarietà. Come stanno cambiando le politiche sociali nella sua regione?
Le politiche sociali hanno subito un forte rallentamento a causa del taglio dei trasferimenti statali, di fatto l’azzeramento del fondo sociale. Nel bilancio regionale 2012 abbiamo lavorato in modo da recuperare maggiori risorse per il welfare con l’intervento sul bollo auto e la razionalizzazione degli sprechi legati al personale. Queste risorse andranno a beneficio del sociale, del settore socio-sanitario e del Fondo di gestione per le crisi occupazionali che abbiamo istituito.

Gravi problemi però presenta il sistema dei trasporti, che ha grossi debiti e su cui incidono pesantemente i tagli. Come si intende procedere su questo versante?
In merito alle tre aziende regionali che effettuano servizi di trasporto, abbiamo lanciato una complessa azione di risanamento, che prevede la fusione delle stesse in un’unica società, con l’eliminazione di sprechi e doppioni e la separazione delle infrastrutture dai servizi di trasporto. Sul problema dei tagli previsti dal governo, grazie anche al lavoro della commissione Trasporti della Conferenza delle Regioni che la Campania coordina, abbiamo siglato con l’esecutivo un patto sul trasporto pubblico locale che prevede una forte riduzione dei tagli previsti inizialmente.

Da Il Secolo d’Italia di Alessandro Sansoni


Caldaro: eliminare le storture che hanno portato al deficit. Via a un piano quinquennale. Al presidente Stefano Caldoro fischiano le orecchie da tempo. Quando la Regione Campania deve mettere mano alle forbici o al riassetto dei conti scatta la protesta. E a essere messo sulla graticola come indifferente alla cultura non ci sta.

Presidente Caldoro, ci dica subito cosa ne sarà del Madre a breve.
Noi stiamo salvando il Madre, non lo stiamo chiudendo. Rispettiamo tutto quello che dicono autorevoli artisti come Mimmo Paladino, ma il museo è un’istituzione cultrurale che da tempo è morta dal punto di vista economioo»

Be’, è un’ aflennarione impegnativa.
Abbiamo ereditato una crisi amministrativa-gestionale che si andava accumulando dal 2007 e si è resa evidente nel 2009. L’ha spiegata bene il presidente di Scabec, Massimo L0 Cicero. I motori si sono rotti allora, poi si è andati avanti per inerzia. Il lutto per la cultura, come lamentano in tanti, è cominciato ben prima del mio arrivo a Santa Lucia.

Tra Scabec e Regione si troverà una soluzione che eviti la chiusura?
Noi lavoriamo per una soluzione. Con i fornitori di servizi c’è una trattativa in corso da tempo. E abbiamo messo nel conto le accelerazioni degli ultimattum. Ma non è possibile chiedere che un debito che arriva da tanto lontano e che ammonta a 8 milioni possa essere saldato in così poco tempo. Dobbiamo trovare una soluzione. Adesso siamo a lavoro con una nuova govemance, con l’assessore Miraglia e con il nuovo presideme Pierpaolo Forte.

Quindi il rischio di chiusura non è affatto scongiurato?
Deve prevalere il buon senso. Ma se ci sarà uno stop per un breve periodo non ci si deve scoraggiare. L’importante è rilanciare e guardare insieme al futuro. Il Madre ha un valore indiscusso ed è uno dei punti di riferimento per l’ arte contemporanea in Europa.

Eppure boccheggia…
Il museo ha debiti maggiori rispetto alla sua capacità economica. Da due armi ci siamo impegnati per creare un nuovo Statuto e una struttura economica sostenibile per eliminare le storture che hanno portato a questo deficit economico. Presto metteremo in piedi una programmazione quinquennale. Il modello deve essere il lavoro fatto per il San Carlo.

Al cui risanamento e rilancio hanno contribuito le diverse istituzioni pubbliche.
E così faremo per il Madre, facendo intervenire i privati. Ci deve essere un mix equilibrato tra sostegno pubblico e privato. Non è sostenibile un Madre che pesi solo sulle spalle della Regione o solo su un privato. Se altre istituzioni, come il Comune e la Provincia, vogliono contribuire la porta è aperta.

Vittorio Sgarbi propone di privatizzare tutto.
Non è quello che pensiamo noi, anche se l’appello di Sgarbi a puntare sulle idee più che sui fondi, per alzare le vele, va raccolto.

Anche lei pensa che il Madre è un giocattolo che non possiamo permetterci?
Niente affatto, anche se è costato troppo.

Ma costa meno di musei analoghi.
Bisogna fare bene i conti. Certe spese possono essere eliminate. Potremmo adeguarci a quanto fanno altri. Il Madre mette mano alle proprie casse per troppe iniziative. Carte alla mano, è fuori dai costi standard di strutture museali omologhe.

La Regione, a causa anche della crisi economica, è accusata di essere distratta nclle faccende culturali?
È falso. A parte l’impegno per il San Carlo dove abbiamo lavorato e ottenuto il ritorno di Riccardo Muti, basta pensare al oontribulo che diamo al Forum delle Culture, al Mercadante, o, fuori Napoli, al Ravello Festival.

Ma il Madre non vi piace.
Non è questione di piacere o non piacere, a me personalmente piace. Si tratta di razionalizzare le spese, economizzando dove è necessario. Certo, c’è anche la necessità di allargare il museo a una fascia di artisti più larga di quella ristretta della cerchia più vicina alla vecchia gestione.

Riecco l’incubo Cicelyn…
Non c’è mai stata una questione Cicelyn, per quanto ci riguarda. Ci è sembrato assurdo che ci fosse un modello imperiale con un direttore nominato vita natural durante. Faremo un concorso. Se Cicelyn parteciperà non è escluso che possa continuare a essere il direttore.

Da Il Mattino di Pietro Treccagnoli

Dopo 20 anni la Campania ha il piano rifiuti

Pubblicato in News il 16 gennaio 2012 alle ore 19:09 Commenti (0)

Dopo circa venti anni abbiamo approvato il piano sui rifiuti. Dopo quello sui rifiuti speciali un altro fondamentale tassello. E’ quanto l’Unione europea ci chiedeva da tempo.

La Regione ha così concluso tutti gli adempimenti che le competevano e ha creato le condizioni per evitare le sanzioni. Una riposta concreta a Bruxelles e soprattutto ai cittadini campani. Ringrazio l’assessore Giovanni Romano per il tenace lavoro, il Consiglio e la commissione competente per il contributo fornito.

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