Apprezzamento per la scelta del primo cittadino di Castellammare di Stabia Luigi Bobbio di abbandonare la cerimonia in onore di San Catello.
Nel condannare con fermezza ogni comportamento di ossequio alla illegalità oranizzeremo una iniziativa a Castellammare coinvolgendo la Curia. L’impegno deve essere quello di tenere insieme le Istituzioni, laiche e religiose, che sono impegnate in prima linea nella battaglia contro la criminalità organizzata. Insieme, come sempre abbiamo fatto, con le forze sane, daremo una significativa risposta.






Se da alcuni mesi chi governa l’Italia è impegnato a combattere la crisi economica, c’è chi questa battaglia l’ha ingaggiata da tempo. Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, sin dall’inizio del suo mandato ha avviato una stagione di austerity e riforme. Presidente a che punto è la sua azione di risanamento? In Campania abbiamo ereditato una situazione molto difficile. Dopo quindici anni di cattiva politica la Regione era ai limiti del default finanziario e ci siamo dovuti confrontare con i vincoli legati allo sforamento del patto di stabilità. Ciò ha significato per oltre un anno il blocco totale degli investimenti, l’impossibilità di accendere mutui, di fatto la paralisi dell’ente. Alle difficoltà economiche regionali si sono poi aggiunte quelle dettate dalla attuale crisi. Nonostante queste difficoltà sin dal primo giorno la Giunta regionale si è rimboccata le maniche ed abbiamo iniziato il risanamento dei conti e di razionalizzazione della spesa che sta producendo già significativi risultati, riconosciuti recentemente anche dalla Corte dei Conti.
Caldaro: eliminare le storture che hanno portato al deficit. Via a un piano quinquennale. Al presidente Stefano Caldoro fischiano le orecchie da tempo. Quando la Regione Campania deve mettere mano alle forbici o al riassetto dei conti scatta la protesta. E a essere messo sulla graticola come indifferente alla cultura non ci sta.
Dopo circa venti anni abbiamo approvato il piano sui rifiuti. Dopo quello sui rifiuti speciali un altro fondamentale tassello. E’ quanto l’Unione europea ci chiedeva da tempo.