Dobbiamo ridurre il deficit energetico attuando il piano e ricercando una integrazione fra le diverse fonti sia rinnovabili sia tradizionali.
Devono essere confermarti gli incentivi e contributi per gli investimenti in impianti fotovoltaici a basso impatto territoriale (tetti fotovoltaici) privilegiando dunque installazioni in zone da recuperare, su edifici industriali, commerciali o strutture su immobili di nuova costruzione da destinarsi ad edilizia abitativa (biocase), edifici pubblici oggetto di interventi di ristrutturazione e riqualificazione.











e sul nucleare in Campania, Caldoro pro o contro?
Onorevole a proposito di energia è possibile sapere se, nel caso in cui il governo decidesse di utilizzare un sito campano per ospitare una centrale nucleare, lei darà la disponibilità o no.
Nel post qui sopra non c’è accenno sul nucleare, o fa parte delle energie “tradizionali”?
Grazie mille.
Non credo, ma non sono un tecnico, che la Campania sia una delle regioni in cui si porrà la questione della realizzazione delle centrali nucleari per motivi morfologici e di rischio sismico. Bisognerà rispettare le scelte di chi è competente nel settore e se non c’è la possibilità, noi difenderemo il fatto che la possibilità non ci sia.
Come detto anche in risposta alla domanda di Giovanni, la decisione definitiva spetta ai tecnici. A quanto mi dicono pare che la nostra non sia una delle regioni in possesso delle condizioni per la realizzazione di qualche centrale.
A livello nazionale il nucleare è parte degli impegni europei, quindi noi siamo in Europa, nel mondo, il nucleare è una scelta strategica per l’Europa, ed è giusto che l’Italia abbia fatto questa scelta. Inoltre il costo dell’energia per imprese e famiglie in Italia è troppo alto e bisogna studiare una soluzione. Inoltre c’è il tema della sicurezza, è meglio controllare noi le nostre centrali: le abbiamo attorno alle Alpi, le avremo nel Mediterraneo, le abbiamo già praticamente in casa. Il problema non è dire, quindi, ‘non le voglio’, perché un eventuale danno ci coinvolgerebbe direttamente.
Purtroppo il problema è mal posto … visto che da tempo mi occupo di programmazione energetica vorrei dire si al Nucleara a patto che si investa sul nucleare di quarta generazione e si tenga conto che al mondo ci sarà una proliferazione di queste tecnologie.Quindi vediamo come la Campania possa diventare esportatrice di tecnologia in questo settore.
Si alle fonti rinnovabili al patto che si producano in Campania e si realizzi una piattaforma euro-mediterranea del solare.
Dobbiamo capire che prima importavamo energia, ora importiamo componenti , siano pannelli solari , centrali termoelettriche oppure centrali nucelari.
Non facciamo altro che spostare la nostra dipendenza da una fonte primaria ad altre secondarie o terziarie.
Dobbiamo capire come far diventare la campania perno di una strategia mondiale nello sviluppo di filiere produttive , anche nel settore del nucleare se necessario.
Insomma, posso informare amici, parenti e conoscenti e pubblicizzare sul web il fatto che lei, in principio, non è contrario al nucleare e che se i tecnici dicessero “sì, si può fare in Campania” lei non si opporrebbe.
Non ci siamo proprio, a parte il fatto che già due regioni del nord a guida pdl si sono già espresse per il no, il sito individuato (Garigliano) è una vecchia centrale atomica sperimentale che fu chiusa in seguito al terremoto dell’irpinia per collasso.
I dintorni della centrale dismessa sono stati per anni causa di leucemie e strane nascite di animali e bambini deformi.
A che serve una centrale atomica dove il territorio è già di per se sismico e inquinato da anni ed anni di speculazioni affaristiche-camorristiche con ogni sorta di liquame proveniente dalle fabbriche del nord?
Abbiamo il sole e almeno quello facciamolo funzionare, questa storia dell’Europa fa acqua da tutte le parti, nessuna normativa europea ci impone di fare una scelta pericolosa, forse ce lo impone qualche lobby dell’uranio magari russa?