Caldoro: ecco come cambierà la sanità campana

Pubblicato in News il 2 agosto 2010 alle ore 11:15 Commenti (0)

Riqualificazione, riorganizzazione, riconversione: sono le tre ‘R’ alla base del piano di riassetto della rete ospedaliera e territoriale regionale della Campania presentato oggi a Napoli dalla struttura commissariale di governo della sanita’ campana al cui vertice c’e’ Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania.

‘Serviranno almeno tre anni per dare stabilita’ al piano ¨ ha detto Giuseppe Zuccatelli, sub commissario per la sanita’ campana -. Come minimo, se ne andra’ tutta questa legislatura’.

Un triennio di avvio del piano che prevede alcune azioni modulari. Alcuni aspetti, in pratica, sara’ possibile realizzarli anche in minor tempo.

Il piano prevede 1.297 posti letto in meno su tutto il territorio regionale, che comporteranno un risparmio di circa 110 milioni; e riconversione di 953 posti letto da acuti in riabilitazione con un risparmio di circa 65 milioni di euro.

Eliminato il tetto dei cento posti per cliniche e case di cura per ottenere il convenzionamento. ‘Il fabbisogno dei posti letto – ha detto il senatore Raffaele Calabro’ – consigliere di Caldoro per la sanita’ e’ stato calcolato sulla base del loro reale utilizzo’.

Non e’ un piano che agevola i privati, sottolinea Calabro’.

‘Attualmente le strutture private sono in regime di accreditamento provvisorio ¨ ha spiegato ¨. Noi abbiamo dato loro una cornice all’interno della quale devono muoversi e lavorare entro dicembre’.

Sul fronte della riorganizzazione, e’ prevista quella del soccorso sanitario e della centrale operativa del 118. A Napoli, gli ospedali Cotugno, Monaldi e Cto andranno a formare una nuova azienda ospedaliera, all’interno della quale ogni struttura avra’ la sua caratteristica: il primo per il settore infettivologico, il Monaldi per la rete cardiologia e il Cto, caratterizzato da un indirizzo ortopedico-riabilitativo.

Il piano prevede la costituzione di un’unica azienda pediatrica regionale con l’accorpamento dell’ospedale Annunziata al Santobono- Pausillipon. Sul fronte delle aziende ospedaliere universitarie, Federico II e Seconda Universita’ di Napoli (denominata Universita’ degli Studi di Caserta), si e’ in attesa del nuovo protocollo di intesa tra Regione e Universita’, per la definizione delle loro funzioni all’interno del sistema.

Entreranno a far parte dell’ospedale del Mare l’Ascalesi (dove viene disattivato il pronto soccorso) il Loreto mare, gli Incurabili e il San Gennaro.

‘E’ una grande opera che deve essere affrontata su piu’ livelli – ha detto Giuseppe Zuccatelli, sub commissario per la sanita’ campana ¨ a partire dai contenziosi e anche dal punto di vista economico. Occorre riformulare l’accordo con il Ministero dell’Economia. Ma se questi aspetti vanno in fila, speriamo nel giro di 4 anni di rendere clinicamente operativo il centro traumi di alta specialita’ dell’ospedale del mare’.

Nel Salernitano, prendera’ vita il nuovo ospedale unico della Valle del Sele che avra’ 328 posti letto e nel quale confluiranno i presidi ospedalieri di Eboli, Battipaglia, Oliveto Citra, Roccadaspide e Agropoli (quest’ultimo diventa struttura residenziale per le cure palliative, un hospice).

Per gli ospedali con meno di cento posti letto e’ prevista la riconversione in strutture polifunzionali per la salute. E’ il caso di Bisaccia, in Irpinia; Cerreto Sannita, San Giovanni di Dio di Sant’Agata de’ Goti e San Bartolomeno in Galdo nel Sannio; Teano e Palasciano a Capua; Castiglione di Ravello, nel Salernitano.

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