Modello Pompei per lo sviluppo

Pubblicato in News il 17 febbraio 2012 alle ore 16:20 Commenti (1)

Vogliamo estendere il modello Pompei per far ripartire lo sviluppo in Campania. Un modello vincente ma anche trasparente perché il ministero dell’Interno accompagnerà il percorso di riqualificazione e valorizzazione del sito di Pompei seguendo da vicino tutti gli aspetti relativi alla sicurezza?”. Il governatore Stefano Caldoro traccia la strada per portare Napoli e la regione fuori dalla crisi economica puntando sui grandi progetti.

Presidente, com’é nata l’idea del grande progetto per gli scavi archeologici?
Come spesso accade da un evento negativo, ovvero il crollo della Domus Aurea, si è innescato un circolo virtuoso. Quel drammatico episodio suscitò infamia preoccupazione di tutti scatenandola reazione della comunità internazionale, dell’Unione europea e dei rappresentanti dell’Unesco. Bisognava subito correre ai ripari e così incontrai una sera a Roma l’allora ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto per decidere sul da farsi. Nel corso di una lunga riunione ci venne quindi l’intuizione di rimodulare il programma attrattori culturali (che impegna Campania,Calabria, Puglia e Sicilia,ndr) finanziato confondi Ue in un grande progetto.

Quali sono stati i passi successivi?
Abbiamo ottenuto il via libera del commissario europeo Johannes Hahn, che ha fortemente appoggiato l’iniziativa, e il sostegno delle Regioni coinvolte nonché delle forze imprenditoriali e sociali. Il coordinamento è stato affidato al ministero degli Affari regionali, oggi guidato da Fabrizio Barca, e in particolare al dipartimento Politiche di coesione e di sviluppo che gestirà i fondi – circa 300 milioni- di concerto con la sovrintendenza Speciale.

A Pompei, però, non ci sono solo gli scavi. La scommessa è riqualificare l’intero tessuto urbano?
Stiamo lavorando in questa direzione con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Da un lato vogliamo migliorare l’offerta e l’accoglienza fornendo servizi qualificati, dall’altro dar vita a nuovi attrattori culturali e tematici. Tutto ciò sarà possibile con la sinergia tra gli enti locali e con la partecipazione dei privati.

Il governo Monti ha condiviso l’iniziativa?
All’inizio non sono mancatele perplessità da parte dell’esecutivo e del ministero. I tempi di spesa nell’ambito di un grande progetto, era la loro obiezione, sono meno rapidi rispetto ai microinterventi. A mio avviso, tuttavia, il nostro dovere non è solo garantire la velocità e la quantità ma anche la qualità delle opere. Abbiamo dunque approfondito tutti gli aspetti del caso e ora su questi temi si registrala massima condivisione con Roma.

E sul fronte della sicurezza?
Consideriamo fondamentale il rispetto della legalità ragion per cui abbiamo chiesto e ottenuto che il Viminale accompagni le operazioni nel sito di Pompei prevenendo qualsiasi rischio di infiltrazione della malavita organizzata. Ho inoltre chiesto ufficialmente al governo di prevedere lo stesso sistema per altri grandi progetti come ad esempio i porti e la riqualificazione del centro storico.

I grandi progetti possono bastare a risollevare una regione che sta attraversando un momento di grave crisi economica?
Sono convinto che possano avere un effetto benefico sul territorio. Gli esperti non hanno dubbi nel ritenere che gli investimenti privati siano direttamente proporzionali a interventi strutturali di questo tipo. Ecco perché vogliamo percorrere fino in fondo questa strada. E i risultati ci stanno incoraggiando: la Commissione europea ha già autorizzato altri 13 grandi progetti che cambieranno radicalmente il volto della Campania.

[Da Il Mattino di Gerardo Ausiello]

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1 Commento

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  1. Assessore Francesco Bisogno (Torre Annunziata) dice:
    19 febbraio 2012 alle 15:48

    Caro Presidente, conosco bene il progetto e non sembra ci sia tutta questa chiarezza, se solo pensa che io e la mia amm.ne abbiamo avviato già tre mesi fà un Concorso di Idee per la realizzazione del “Programma di Recupero Urbano Complesso” di tutto il territorio comunale prima ancora che i francesi mostrassero il loro interesse all’area e da allora nessuno ancora ci ha contattati. Non voglio neanche pensare che il comune di Torre, il più interessante del comprensorio, debba fare solo da comparsa potenziando il Porto solo commercialmente e, quindi, subire inerme Pompei e Castellammare, con tutto il rispetto per gli amici. Serve un atto di trasparenza come il nostro. Grazie

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