Programma

La Campania riconquista il suo ruolo

Il regno delle due Sicilie durò dal 1734 al 1860, ma la traccia di memorie e nostalgie che ha lasciato nel Napoletano ha avuto una durata più profonda.

Fino al ‘900 il pensiero napoletano, con Giannone, Genovesi, Galiani, Filangieri, Vico conseguì un vero lustro europeo. La vitalità culturale non si nutrì solo di riformismo. Fu un moto più ampio: basti ricordare gli scavi di Pompei e il ruolo assunto da Napoli con la costruzione del teatro di San Carlo, vero tempio della musica europea. Il territorio era solido sotto l’aspetto finanziario e monetario, l’iniziativa industriale era vivace. Si avviarono varie manifatture, si realizzò tra l’altro il grande stabilimento ferroviario di Pietrarsa, un «gigante» nel suo genere in Italia e si mirò a costruire varie infrastrutture per lo sviluppo.

Un sistema bancario solido, una tassazione abbastanza moderata e una solidità dei conti pubblici rendevano il nostro territorio pronto a diventare un’area di grandissimo sviluppo economico. La questione meridionale ci dice che le cose andarono diversamente.

Ora siamo dinanzi a una nuova svolta storica, la vicenda COVID nella sua drammaticità cambierà ruoli e gerarchie a livello globale e come tutte le grandi minacce è allo stesso tempo un’occasione per ripensare il ruolo dei territori.

Il “Recovery Found” (un’occasione pressoché unica), la crisi delle economie mondiali, il reset assoluto del mercato turistico mondiale, il blocco delle produzioni in alcuni settori economici primari (pensiamo alle auto, gli elettrodomestici e la moda…) ci dicono che la geografia economica mondiale risulterà da qui a cinque anni completamente diversa.

I territori che hanno un’idea di se ben precisa e che sapranno raccogliere le sfide che il sistema economico sociale sta ponendo potranno avere ruoli e funzioni di leadership nella fase di ripresa che ci sarà nei prossimi anni.

Il Green new deal, l’economia circolare, l’industria 4.0, il turismo sostenibile, i trasporti intelligenti, la valorizzazione dell’innovazione, la costruzione di un nuovo mercato del lavoro, la tutela dei soggetti deboli, il cambiamento del rapporto tra pubblico e privato, sono alcune, probabilmente le principali, sfide che questo nuovo mondo ci sottopone, a queste sfide bisogna dare risposte chiare, dirette, efficaci, tutti dobbiamo sentirci coinvolti, si deve attivare la classe dirigente e le forze migliori della Regione.

I territori pronti a ridisegnarsi potranno rivivere una nuova età dell’oro, le nostre proposte parlano di una Campania pronta a raccogliere la sfida, a proporsi non più come un territorio da supportare bensì come un’eccellenza di riferimento.

In grado di riconquistare il suo ruolo nella storia.

 

Fiscalità, incentivi e politiche sociali

 

Anno Bianco per le tasse, aiuti diretti alle imprese, reddito di salute e pace edilizia

  1. Zero tasse. “Anno bianco” per le imposte e delle tasse regionali che costituiscono un’entrata libera nell’esercizio finanziario per l’anno 2020 e taglio di almeno il 50% nel 2021, per coprire i primi 6 mesi dell’anno, valutandone successivamente l’estendibilità, incluso IRAP e IRPEF, con la copertura dei fondi UE.
  2. Annullamento del bollo auto per i prossimi 12 mesi una boccata di ossigeno per aiutare concretamente i cittadini
  3. Istituzione del “Reddito di Salute”: un plafond di 1.000 euro annui a disposizione di ogni cittadino delle fasce più deboli, gestito dal medico di base per ottenere servizi specialistici in intramoenia.
  4. Credito d’imposta per gli utili 2018-2019 reinvestiti in impianti e macchinari nel periodo 2020-2021 e per tutte le imposte 2020/22 delle start up costituite da giovani sotto i 35 anni di età.
  5. Costruzione di un meccanismo di cessione dei crediti di imposta in via diretta o intermediata
  6. Pace Edilizia messa a sistema di tutte le azioni di competenza regionale che rendano possibile risolvere l’annosa questione dei condoni di necessità.
  7. Censimento complessivo dei beni demaniali e di proprietà degli Enti Locali del Territorio regionale, definizione di un piano di riutilizzo, valorizzazione e dismissione e immediata attuazione dello stesso.
  8. Cambio di visione nei confronti del variegato mondo del terzo settore: taglio delle tasse dal 2021 e sostegno economico per garantire subito maggiori risorse in busta paga ai dipendenti e finanziare il volontariato cofinanziare i progetti di servizio civile, definendone l’allargamento sia per fasce di età che per soggetti beneficiari, PA incluse.
  9. Reddito di emergenza per attività di pubblica utilità, un reddito garantito a tutti i soggetti esclusi dal mercato del lavoro a condizione che partecipino ad attività utili per gli Enti pubblici territoriali e/o eventualmente attori del terzo settore.

Coperture economiche degli interventi “Fiscalità, incentivi e politiche sociali” ai punti sopra elencati

 

  1. Il valore nel bilancio regionale ammonta a circa 1.000 milioni di euro per ogni esercizio
  2. Il valore nel bilancio regionale è pari a circa 400 milioni di euro
  3. Seicento milioni per ogni anno ottenibili dalla riprogrammazione dei fondi europei
  4. Con una popolazione incrementale di 50.000 occupati, il costo sarebbe di circa 250 milioni annui a partire dalla metà del 2021 (prima il costo è a carico del bilancio dello stato)
  5. Per il 2020 nessun impatto, se valutiamo un volume di investimenti complessivi per il biennio di circa 800 milioni e il limite degli utili l’azione avrebbe nel biennio un impatto di circa 200 milioni in Regione.
  6. Nessun impatto economico
  7. L’azione rappresenta un’importante fonte di risorse impiegabili nelle iniziative regionali, il dimensionamento potrà essere fatto solo dopo il censimento.
  8. Bisognerà allocare circa 50 milioni di euro per gli aiuti e gli sgravi e 25 milioni per ulteriori 5.000 giovani che accedono al servizio civile.
  9. Il reddito di cittadinanza in Campania vale 1,2 miliardi l’anno, per il 2020 si deve valutare un incremento di almeno il 50% del fenomeno, con una cubatura regionale di circa 600 milioni annui.

Ricerca, Innovazione e Capitale umano

La Campania delle competenze

 

Campania 4.0, Reddito di Conoscenza, Cluster tecnologico/produttivi, Economia Circolare

  1. Introduzione del “reddito di conoscenza” mediante il finanziamento dei “dottorati in azienda” e di borse di ricerca per favorire la crescita dei nostri neolaureati e l’introduzione nel sistema industriale
  2. Istituzione di un Bonus incrementale agli incentivi per il nuovo lavoro in caso di assunzione dei dottori di ricerca e manager dell’innovazione da parte delle imprese
  3. Potenziamento di Industria 4.0, integrando il credito di imposta all’80% delle spese in ricerca industriale e innovazione e avviando un Master Plan regionale “Campania 4.0” in sinergia con i principali attori pubblico/privati del territorio: Distretti Tecnologici, Cluster, Competence Centre e Digital Innovation Hub.
  4. Potenziamenti dei nostri comparti trainanti, con il sostegno a grandi progetti di filiera con il coinvolgimento di Cluster e Distretti tecnologici pubblico-privati per lo sviluppo di innovazioni di prodotto e di processo immediatamente reimpiegabili nella produzione di beni e servizi.
  5. Valorizzare le nostre eccellenze mediante un piano di potenziamento delle infrastrutture di Ricerca & Innovazione e un “upgrade” della rete regionale per la banda larga.
  6. Promozione del federalismo tra gli Atenei, favorendo la Costituzione del Politecnico Regionale quale forte catalizzatore per il sistema produttivo industriale, regionale e nazionale;
  7. Allargamento dei costi di sviluppo del prodotto e di innovazione di processo tra quelli certificabili quale Ricerca e Sviluppo e includibili nel credito d’imposta Industria 4.0, sostenendo i processi di riorganizzazione aziendale mediante aiuti diretti per le consulenze tecniche e sostegno all’occupazione di qualità.

 

 

Coperture economiche degli interventi “Ricerca, Innovazione e Capitale umanoLa Campania delle competenze”

  1. Considerando una base annua di 1.000 posti tra Dottorati e Assegni la valutazione delle risorse necessarie ammontano a circa 15 milioni di euro annui, si possono utilizzare le risorse del FSE.
  2. Con un bonus di 10.000 euro annui per 3 anni l’impatto sarebbe di circa 5 milioni annui con 500 voucher richiesti in Regione.
  3. Partendo dal valore dei progetti presentati per circa 1 miliardo di spesa in R&I per la Campania avremmo un possibile impatto annuo per il 2020 di circa 100/120 milioni di Euro (si può verificare l’utilizzo del FESR in modo complementare all’intervento nazionale entro i massimali Reg 651/2014)
  4. Concentrando l’intervento su 4/5 Grandi Progetti per il tessuto regionale, con un cofinanziamento medio di 60/65 milioni per intervento, l’ammontare di risorse sarebbe di 250/300 milioni complessivi per la Campania, utilizzabili fondi FESR.
  5. Bisogna valutare che per avere un miglioramento impattante della rete regionale, in coerenza con la “Comunicazione COM(2016) 587 final” della Commissione Europea occorre un investimento di almeno 150 milioni di Euro, altresì un potenziamento infrastrutturale delle reti di ricerca regionali bisogna valutare un investimento di almeno 100 milioni di Euro, per entrambi gli interventi utilizzabili fondi FESR.
  6. Un programma triennale con un costo annuo di circa 15 milioni di euro.
  7. Ulteriori 50 milioni di euro annui da aggiungere a quelli di cui al punto 3.

New Green Deal

La Campania Sostenibile

L’ambiente come opportunità: zero ecoballe, città pulite a misura d’uomo, territorio sicuro, economia circolare, raccolta differenziata, potenziamento degli impianti.

  1. Un territorio sicuro, sviluppo di un censimento dettagliato di tutte le criticità idrogeologiche e di un piano regionale che raddoppi le risorse ad oggi investite per la messa in sicurezza dei territori, individuando le zone a maggiore rischio e definendo una tempistica chiara e riscontrabile di intervento definita per aree geografiche.
  2. A livello europeo le aree urbane oggi producono circa il 70% del PIL e il 60% dei posti di lavoro è evidente, oggi più di ieri, la necessità di una sempre più stretta integrazione territoriale non solo in termini urbanistici, ma anche in ordine alle attività economiche, ai servizi essenziali, alle relazioni culturali, nella consapevolezza che l’aggregazione delle funzioni a livello di area metropolitana potrebbe consentire il raggiungimento di economie di scala liberando risorse da destinare a un nuovo modello di sviluppo dei rispettivi territori di riferimento, nell’ottica di una riforma radicale degli Enti Locali e di rivedere la struttura degli Enti legislativi territoriali raggruppandoli in macroregioni.
  3. Un territorio sicuro, avviare 5 grandi azioni di sistema e un piano diffuso sul territorio per la riqualificazione di acque e sottosuolo, le due azioni di sistema, “Sarno”, “Bagnoli”, “Regi Lagni”, “Litorale Domizio” e “Terra dei Fuochi” dovranno essere realizzate in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e con tutti i soggetti deputati al controllo, al monitoraggio e alla riqualificazione del territorio (Comuni, Autorità di Bacino, Corpi di polizia ambientale ecc.).
  4. Un’economia sostenibile, sostegno e riconversione delle filiere produttive verso l’economia circolare, l’obiettivo è riprendere la riduzione dei rifiuti in discarica bloccata negli ultimi 5 anni, portandola al 25% del volume attuale. Bisogna migliorare la resa ambientale di tutte le filiere produttive e favorire la trasformazione di quelle maggiormente inquinanti.
  5. Creazione di un’agenzia per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile, volta a creare condizioni di crescita territoriale compatibili con la qualità del territorio. La struttura potrebbe operare da organismo intermedio per la gestione delle risorse coerenti con tali finalità, anche mediante l’integrazione con ARPA Campania.
  6. Una città a misura d’uomo, sviluppo di un piano di interventi che riqualifichi le aree urbane a maggiore degrado, rimuovendo le maggiori criticità ambientali (aree di stoccaggio rifiuti, insediamenti industriali non a norma ecc.) mediante un piano di potenziamento degli impianti e provvedendo ad aggregare i processi di affidamento dei servizi territoriali, e favorendo la trasformazione di tali aree in polmoni verdi a servizio delle città, mai più ecoballe.
  7. Allargare il percorso “PAnDA – Professioni Ambientali nella Didattica Alternativa”, promosso dal Ministero dell’Ambiente, un’iniziativa didattica rivolta alle scuole secondarie di secondo grado volta ad accrescere la consapevolezza degli studenti sulle tematiche ambientali, principalmente su quelle legate al cambiamento climatico e sviluppo sostenibile alle scuole primarie e medie inferiori.
  8. Un’azione generale e sistematica di informazione rivolta ai cittadini e agli utenti sull’andamento della Raccolta Differenziata, tesa anche a rendere totalmente trasparente l’operazione e a evidenziare pubblicamente i dati relativi ai quantitativi raccolti, ai risultati dei trattamenti a cui vengono sottoposti, ai relativi costi, alla destinazione dei materiali, ai benefici occupazionali.
  9. Una modulazione delle tre principali metodiche di raccolta (porta-a-porta, cassonetti stradali, centri di conferimento) in funzione delle caratteristiche edilizie e urbanistiche degli insediamenti serviti, della tipologia dei rifiuti prodotti dalle diverse categorie di operatori.

 

 

Coperture economiche degli interventi “New Green Deal –

La Campania Sostenibile”

 

  1. Il censimento è a costo quasi nullo, le ridotte risorse, nell’ordine di 4/5 milioni di euro sono rinvenibili nel PON Governance il valore della messa in sicurezza è in gran parte inserita negli interventi successivi, gli esiti del censimento permetteranno anche una valutazione dettagliata e completa del valore dell’azione.
  2. L’azione ha costi principalmente organizzativi e al netto porterà una riduzione dei costi complessivi
  3. Un piano territoriale di messa in sicurezza delle aree impegnerebbe non meno di 1,5 miliardi di euro (il solo masterplan del Sarno prevede interventi per 500 milioni, si dovrebbe puntare su risorse comunitarie e su FSC, su cui in parte il MATM ha già fatto richiesta di stanziamento.
  4. Si possono ipotizzare interventi a sostegno di 3/4 filiere regionali, con un cofinanziamento medio di 20/25 milioni per filiera, l’ammontare di risorse sarebbe di circa 80 milioni complessivi per la Campania, utilizzabili fondi FESR.
  5. L’azione ha costi principalmente organizzativi e al netto porterà una riduzione dei costi complessivi, la nuova struttura non avrebbe costi aggiuntivi dovendo essere costruita all’interno di un piano di razionalizzazione delle strutture operanti nel settore.
  6. L’investimento principale riguarda gli impianti. Bisognerà prevedere 7/8 nuovi impianti tra riciclo con tutte le principali filiere, impianti di digestione anaerobica e impianti di trattamento finale dell’indifferenziato, un’analisi seria dei costi di investimento richiederebbe la definizione degli impianti di dettaglio da realizzare. Un ciclo completo in Campania non prevedrebbe investimenti per meno di 600/700 milioni di euro. La razionalizzazione degli affidamenti territoriali porterà a una riduzione complessiva dei costi di gestione del servizio.
  7. L’investimento per le circa 10.000 classi, considerato che i contenuti sono già a disposizione da parte del MATM ed è stato definito anche un processo di educational a distanza, non supererebbe i 20 milioni di euro a valere su FSE.
  8. Le risorse, nell’ordine di 4/5 milioni di euro sono rinvenibili nel FESR.

Cultura

La Campania della bellezza

 

Napoli capitale europea della cultura, rigenerazione urbana, reddito digitale, potenziamento delle filiere “cultural based”, Polo delle Arti

 

  1. Valorizzazione del patrimonio culturale, turistico e paesaggistico, costruendo una Campania dell’accoglienza, Napoli capitale italiana della Cultura.
  2. Un nuovo programma di rigenerazione urbana delle aree a maggiore “divario”, basato sulla valorizzazione degli spazi culturali e dell’innovazione del territorio
  3. Favorire la ripresa di eventi e iniziative culturali, anche mediante il coinvolgimento del mondo universitario, della scuola e il sistema dell’associazionismo e dei beni culturali del territorio regionale.
  4. Programma di accrescimento della cultura tecnica, il “reddito digitale” con azioni, destinate alle fasce deboli, volte al potenziamento, nei giovani e non, delle competenze operative, in particolare alla riduzione del digital divide e a diffondere l’Inglese per tutti.
  5. Creazione di un “Polo dell’Arte” per la Regione Campania per realizzare, di concerto con le Università, l’Accademia delle Belle Arti ed i Conservatori campani, spazi dedicati alla formazione avanzata, all’organizzazione di eventi e per la creazione di un sistema organico di diffusione e trasferimento del patrimonio artistico regionale;
  6. Potenziamento delle filiere produttive “cultural based”: Cinema, Musica e Sport anche con interventi di sostegno; creazione di un piano di ammortizzatori sociali per i soggetti del comparto temporaneamente esclusi; sostegno diretto all’innovazione dei processi aziendali, e all’internazionalizzazione; creazione di un percorso veloce di sostegno alle garanzie sul credito.
  7. Creazione di una piattaforma unica di remote tourism della Regione Campania, dove la Regione mette a disposizione il sito e l’intera piattaforma e dove la singola Guida o Accompagnatore abilitato può decidere di effettuare queste visite interattive a pagamento, facendo conoscere ai viaggiatori che si trovano sul proprio divano, da Los Angeles a Sidney, le meraviglie del nostro territorio regionale.
  8. Creazione di una piattaforma telematica unica della Regione Campania dove sono coinvolte le Camere di Commercio regionali per far conoscere le eccellenze del territorio;
  9. In ambito turistico sarà necessario approvare una legge di riordino che costituisca un tavolo permanente per il turismo, aggiorni la regolamentazione dei Bed & Breakfast, istituisca il codice CIR e individui le zone a turismo prevalente.
  10. Bisogna avviare una forte azione di MKTG turistico, che sia mediante sistemi di promozione online, sia mediante azioni di promozione e commercializzazione mirate spinga il nostro territorio.

Coperture economiche per gli interventi “Cultura –

La Campania della bellezza”

 

  1. Bisogna costruire un’azione di sistema con interventi di animazione territoriale, comunicazione, valorizzazione dei territori, sostegno ai comuni della città metropolitana, con un pacchetto complessivo di azioni del valore di 50 milioni di Euro Utilizzabili fondi FESR
  2. Aiuti ai Comuni per la realizzazione degli spazi culturali, 20 interventi previsti per un investimento complessivo di 30 milioni di Euro Utilizzabili fondi FESR
  3. Interventi formativi e di sostegno per un valore complessivo di 20 milioni di Euro, Utilizzabili fondi FSE
  4. Interventi formativi e di sostegno per un valore complessivo di 20 milioni di Euro, comprensivo dell’accollo dei costi di connettività per le fasce più deboli, a seguito di un accordo quadro con i principali provider nazionali per un valore complessivo di 50 milioni di Euro, Utilizzabili fondi FSE.
  5. Programma quinquennale per circa cinque milioni per anno.
  6. Si possono ipotizzare interventi a sostegno di tali filiere, con un cofinanziamento medio di 10/15 milioni per filiera, l’ammontare di risorse sarebbe di circa 40 milioni complessivi per la Campania, utilizzabili fondi FESR.
  7. Circa 5 milioni di euro comprensivo dei costi di formazione all’utilizzo della piattaforma
  8. Meno di 1 milione di euro
  9. L’azione non ha costi
  10. Uno stanziamento efficace dovrà prevedere almeno 10 milioni di euro annui, parzialmente rinvenibili sul POR FESR

Il Sistema Industriale

La Campania dell’economia

Campania 4.0, aiuti al turismo, sostegno alle start up, cluster produttivi, centri commerciali naturali, riorganizzazione delle ASI

  1. Aiuti diretti nella forma dei bonus sui costi di gestione ad operatori turistici, ristorazione, commercio al dettaglio, filiere agricole maggiormente penalizzate, operatori del settore dei servizi alla persona
  2. Sostegno diretto all’innovazione dei processi aziendali, all’internazionalizzazione e alla commercializzazione delle filiere meno sviluppate tecnologicamente (quali ad esempio Agroalimentare, Moda, Turismo)
  3. Programma di sviluppo della nuova impresa, anche mediante la creazione di un fondo regionale di sviluppo, in grado di entrare nel capitale di PMI e start up e sostenere in parte il carico finanziario della crescita, creando nuove aree di sviluppo economico territoriali basate principalmente sulla condivisione delle competenze.
  4. Incentivi a sostegno a grandi sfide tecnologico/produttive per il comparto industriale, con azioni di sistema che mettano interi comparti in condizione di essere al passo con i grandi investimenti degli altri paesi europei.
  5. Incentivi a sostegno della conversione verso l’economia circolare e lo sviluppo di nuovi processi produttivi ecosostenibili
  6. Creazione di un piano di ammortizzatori sociali per i soggetti dei comparti colpiti dal Covid temporaneamente esclusi.
  7. Creazione di un percorso veloce di sostegno alle garanzie sul credito
  8. Attivazione di programmi ad hoc per la risoluzione delle crisi aziendali (vedi whirlpool, jabil, etc) che prevedano anche piani di riconversione industriale
  9. Creazione di 10/15 centri commerciali naturali nei comuni capoluoghi di provincia e/o città superiori agli 80.000 abitanti, mediante azioni di sostegno e definizione congiunta con i comuni di un piano di insediamento che preveda gli standard qualitativi dei singoli soggetti commerciali.
  10. Definizione con Governo ed Enti Locali di un percorso per una significativa riduzione, compensata anche in parte da Fondi regionale del carico fiscale e contributivo per le micro partite IVA (sotto i 100.000,00 euro)
  11. Riqualificazione e riorganizzazione delle aree ASI allo scopo di sfruttare quelle non utilizzate come aiuto agli artigiani locali con un’assegnazione in comodato uso gratuito per i primi tre anni e con la possibilità di acquisto degli stessi successivamente con pagamento rateizzato.
  12. Favorire la riduzione dei contributi Camerali per gli anni 2020/2021/2022, offrendo un beneficio immediato per le partite iva.

Coperture economiche degli interventi “Il Sistema Industriale

  • La Campania dell’economia”
  1. Un intervento efficace in grado di dare un sostegno ed evitando la desertificazione in questi comparti, fortemente penalizzati dall’emergenza Covid, deve prevedere interventi per almeno 200 milioni di Euro
  2. Su un volume di investimenti previsti in tutti i comparti di circa 100 milioni, il cofinanziamento complessivo non supererebbe i 50 milioni in Campania. Utilizzabili i fondi FESR
  3. Su un volume di investimenti previsti nel quinquennio di circa 80 milioni il cofinanziamento complessivo non supererebbe i 60 milioni in Campania. Utilizzabili i fondi FESR
  4. Si possono ipotizzare interventi a sostegno di 4/5 filiere regionali, con un cofinanziamento medio di 25/30 milioni per filiera, l’ammontare di risorse sarebbe di circa 120 milioni complessivi per la Campania, utilizzabili fondi FESR.
  5. Si possono valutare circa 200 interventi in Campania con un valore di cofinanziamento di circa 150 mila euro a progetto, complessivamente 30 milioni di euro. Utilizzabili fondi FESR.
  6. Considerando 5.000 interventi bisogna valutare costi per almeno 50 milioni di Euro.
  7. Il costo è abbastanza contenuto, su un volume di credito previsto in tutti i comparti di circa 300 milioni il cofinanziamento complessivo non supererebbe i 20 milioni in Campania. Utilizzabili i fondi FESR.
  8. Il costo delle riconversioni industriali è difficilmente prevedibile, ma bisognerà ipotizzare investimenti per almeno 80/100 milioni di Euro per avere un portafoglio adeguato alla numerosità e alla profondità delle crisi
  9. Considerando un budget medio di 20 milioni a insediamento tra i 200 e i 300 milioni
  10. Bisogna pensare a uno stanziamento iniziale di almeno 50 milioni di Euro
  11. L’azione non prevede costi se non organizzativi e potrà liberare risorse per il territorio
  12. Si può prevedere un contributo alle Camere di commercio di 15 milioni di euro annui per aiutarle in tale processo
  1. Semplificazione e PA

La Campania dei Diritti

 

Burocrazia zero, lo studio per tutti, la salute per tutti, semplificazione amministrativa e velocizzazione delle procedure, trasparenza assoluta nel rapporto ente cittadino

 

  1. Burocrazia zero, riduzione al minimo dei tempi di risposta della PA, definizione di nuove modalità (anche digitali) di interfaccia con il cittadino concertate con i Comuni e il ministero per la Funzione Pubblica, definendo anche una modulistica digitale comune in modo da semplificare l’accesso al cittadino.
  2. Studio per tutti, un piano volto a garantire il Diritto allo Studio, sostenendo investimenti in grado di favorire l’accesso e la continuità scolastica e universitaria (edifici scolastici, residenze universitarie, trasporti dedicati, asili nido)
  3. Favorire la crescita dei nostri giovani con un sostegno economico, formativo e organizzativo alle fasce deboli della popolazione volto all’azzeramento della dispersione scolastica
  4. La salute a portata di tutti, definizione di tempi controllabili e misurabili online per l’accesso a terapie e analisi, implementando un nuovo sistema di prenotazione e verifica accessibile a tutti e totalmente trasparente, che, in uno con un piano di potenziamento delle risorse umane e della rete sanitaria (sia ospedaliera che territoriale) anche mediante l’utilizzo della telemedicina renda la Campania completamente autonoma.
  5. La casa come diritto assoluto, sarà implementato un piano di potenziamento dell’edilizia residenziale pubblica soprattutto nell’area urbana di Napoli, con alloggi dignitosi per le fasce più deboli, e aiuti l’accesso all’abitazione per le nuove coppie.
  6. Pagamento di tutti i debiti della PA verso i fornitori entro 60 giorni dalla scadenza;
  7. Riduzione dei tempi amministrativi delle gare e degli affidamenti, nonché della realizzazione delle opere mediante un protocollo di legalità preventivo che permetta di sviluppare le verifiche in tempi certi con il coinvolgimento di tutti gli attori delegati al controllo.
  8. Procedure innovative di PPP (partenariato pubblico-privato) e di project financing semplificate per gli interventi che riguardano la riqualificazione del bene pubblico (es. riqualificazione energetica e messa in sicurezza di scuole e uffici pubblici e la successiva gestione attraverso contratti di rendimento).
  9. Creazione di una struttura di sostegno agli Enti Locali per la gestione dei beni confiscati, finanziata con fondi FESR che possano essere erogati agli Enti Locali per la riattazione e la gestione degli stessi
  10. Creazione di una Scuola Regionale di Formazione per l’Alta Dirigenza Pubblica aperta ai dipendenti pubblici ed ai professionisti privati mediante l’istituzione di corsi di durata almeno annuale da tenere da docenti universitari, alti dirigenti pubblici e professionisti esperti previo accordo istituzionale con gli enti di appartenenza e gli ordini professionali.
  11. Trasparenza nel rapporto tra cittadino e servizi, creando una adeguata informazione sui diritti e sui servizi destinati alla persona, che sia in grado di raggiungere con veicoli e modalità diverse tutti i cittadini.

Coperture economiche degli interventi “Semplificazione e PALa Campania dei Diritti”

 

  1. L’azione non prevede costi di investimento.
  2. L’azione prevede solo limitati costi di gestione
  3. Un intervento strutturale in grado di dare una risposta efficace dovrà prevedere investimenti per almeno 100 milioni di Euro, sono utilizzabili i fondi sia FESR che FSE
  4. Intervento da realizzare nell’ambito della razionalizzazione delle risorse a carico del SSR, senza costi aggiuntivi
  5. Un intervento che preveda la creazione di almeno 2000 nuove unità abitative e aiuti per almeno 5000 nuove unità familiari necessita di investimenti per almeno 150 milioni di Euro
  6. Azione che non prevede costi
  7. Azione che non prevede costi
  8. Azione che non prevede costi
  9. Una dotazione iniziale significativa necessiterebbe almeno di 50 milioni di Euro
  10. Lo stanziamento iniziale non può essere inferiore di 8/10 milioni di euro rinvenibili sul FSE
  11. Azione che non prevede costi

La Rete Infrastrutturale

La Campania Porta del Sud e del Mediterraneo

Alta Capacità NA-BA, razionalizzazione del sistema regionale dei trasporti, ampliamento intermodale porti e interporti, Aeroporto di Grazzanise.

  1. Completamento della alta capacità tra Napoli e Bari.
  2. Collegamento ad alta veloci tra Napoli, Salerno, Cosenza e Reggio Calabria, completando la dorsale tirrenica e migliorando quindi i collegamenti anche con la Sicilia.
  3. Collegamento ad alta velocità tra Napoli, Potenza e Taranto, quale corridoio europeo Tirreno-Ionio e collegamento tra i due porti.
  4. Spostarsi dignitosamente, completando la razionalizzazione, sospesa negli ultimi cinque anni, del sistema regionale della mobilità, garantendo investimenti adeguati, sia per le città che nelle aree interne e integrando in una rete unica i trasporti locali con le reti nazionali, incentivando l’accorpamento delle piccole società di trasporto.
  5. Diminuzione dei tempi di trasporto e dei costi per i lavoratori pendolari, con particolare riferimento alle aree interne e periferiche, introducendo anche servizi a chiamata. Incentivati dalla Regione.
  6. Raddoppio delle principali linee ad unico binario e ampliamento della rete dei sistemi di sicurezza.
  7. Ampliamento e miglioramento della capacità ricettiva e dei sistemi di carico e scarico dei porti commerciali e degli interporti.
  8. Integrazione della rete degli aeroporti del sud con realizzazione del grande aeroporto commerciale di Grazzanise in grado di ospitare in futuro i grandi vettori da trasporto (che Napoli non sarà in grado di ospitare) , sviluppando il trasporto passeggeri di Napoli e Salerno.
  9. Miglioramento dello stato dei tracciati stradali e dei loro sistemi di sicurezza per ridurre il numero di incidenti e di vittime.
  10. Una mobilità amica dell’ambiente, il piano regionale dei trasporti oltre a prevedere investimenti che ne migliorino la resa sarà orientato alla riduzione delle emissioni, favorendo mezzi innovativi ed ecosostenibili e affiancando il rinnovamento infrastrutturale con azioni di incentivo all’utilizzo del Trasporto pubblico. (revisione piano tariffario), provvedendo ad aggregare i processi di affidamento dei servizi territoriali.

Coperture economiche degli interventi “La Rete Infrastrutturale – La Campania Porta del Sud e del Mediterraneo”

  1. Già incluso nel 2014 nel Piano Nazionale Trasporti.
  2. Da includere nel Piano Nazionale Trasporti, a carico del Governo nazionale
  3. Da includere nel Piano Nazionale Trasporti, a carico del Governo nazionale
  4. Programma triennale da almeno 100 milioni di euro all’anno.
  5. Programma biennale da almeno 50 milioni di euro all’anno.
  6. Piano nazionale trasporti e piano regionale quinquennale per almeno 80 milioni di euro all’anno.
  7. Partecipazione della Regione con 20 milioni all’anno.
  8. Piano nazionale trasporti in base al piano aeroporti nazionali.
  9. Piano quinquennale da almeno 15 milioni all’anno.
  10. L’azione prevede solo costi di animazione che possono essere quantificati in 10 milioni di Euro

 

Legalità Etica e Solidarietà

La Campania Solidale

 

Rafforzamento del sistema informativo del sociale, realizzazione di progetti di riqualificazione urbana, sostegno all’utilizzo dei beni confiscati, accordo di programma per l’inclusione scolastica

  1. Rafforzare e strutturare il sistema informativo del sociale anche attraverso una ottimizzazione dell’osservatorio sulle povertà, dell’osservatorio sull’infanzia e l’adolescenza, dell’osservatorio sulla legalità.
  2. Dotare la regione di una Scuola permanente per la formazione e l’aggiornamento dei professionisti del Sociale.
  3. Potenziamento della comunicazione al cittadino per informare sui diritti e sui servizi e promuovere una educazione alla salute e al benessere con particolare attenzione a: tossicodipendenze, alimentazione e disturbi alimentari, malessere psichico, anziani, disabili, donazione di organi, pari opportunità, interculturalità, cittadinanza attiva.
  4. Sostegno alla realizzazione di progetti di riqualificazione urbana, forme di cittadinanza attiva utili ad incrementare la partecipazione dei cittadini alla vita della comunità e conseguentemente ad attivare la cura e la rigenerazione di beni comuni urbani.
  5. Formazione degli operatori su temi specifici, in sinergia anche con gli operatori delle altre Forze dell’Ordine, qualificazione della dotazione infrastrutturale e strumentale.
  6. Promozione di azioni di sostegno al credito e al microcredito finalizzate a prevenire i fenomeni di usura.
  7. Consolidamento della collaborazione con il Commissario Nazionale Antiracket e Antiusura sui temi di comune interesse. Sostegno alle reti antiracket e antiusura. Supporto degli imprenditori che denunciano i fenomeni estorsivi e di usura.
  8. Sostegno e promozione dell’uso istituzionale dei beni confiscati (uffici comunali, asili nido sedi di polizia locale ecc..) come anche azioni di coworking destinate a giovani ed a disoccupati, sostegno alla creazione di imprese sociali che operano nell’ambito dei beni e terreni confiscati, valorizzazione dei servizi e dei prodotti che si realizzano sui beni confiscati, con attività di internazionalizzazione dei predetti prodotti.
  9. azioni di sensibilizzazione della cittadinanza per promuovere la denuncia di comportamenti criminali;
  10. erogazione di percorsi e tirocini individualizzati costanti, e non sporadici, che permettano lo sviluppo delle capacità e delle potenzialità della persona con disabilità al fine di inserirla in ambiti lavorativi adeguati alle capacità sviluppate.
  11. Accordo di programma per l’inclusione scolastica e formativa di bambini, alunni e studenti con disabilità coinvolgendo i diversi livelli istituzionali (Servizi Sanitari, Autonomie scolastiche, Enti di Formazione, Scuole paritarie, Comuni e Città metropolitana stessa) che concorrono alla inclusione scolastica dei bambini e alunni con disabilità.
  12. Approvare una legge regionale che istituisca la figura del Garante della Bigenitorialità, organo finalizzato alla tutela del diritto del minore nelle situazioni di separazione e che definisca un sostegno economico alle famiglie separate, in difficoltà, al fine di evitare che tali situazioni impattino sui figli evitando allontanamenti e divisioni dei nuclei familiari. Un Garante che intervenga sui criteri di assegnazione di bandi regionali favorendo l’accesso agli alloggi di edilizia popolare e definendo soluzioni alloggiative temporanee per i genitori separati e che si ritrovano senza casa e senza possibilità di pernottare con i propri figli.

 

 

Coperture economiche degli interventi “Legalità Etica e Solidarietà – La Campania Solidale”

  1. L’azione prevede un piano quinquennale di almeno 1 milione di euro all’anno.
  2. L’azione prevede un piano quinquennale di almeno 3 milioni di euro all’anno.
  3. L’azione prevede un piano quinquennale di almeno 1,5 milioni di euro all’anno.
  4. Uno stanziamento significativo dovrà prevedere almeno 50 milioni di euro di inverstimenti utilizzabile il POR FESR
  5. L’azione prevede un piano quinquennale di almeno 1,5 milioni di euro all’anno.
  6. Uno stanziamento significativo dovrà prevedere almeno 15 milioni di euro di inverstimenti
  7. L’Azione non prevede costi
  8. Uno stanziamento significativo dovrà prevedere almeno 15 milioni di euro di inverstimenti utilizzabile il POR FESR
  9. L’azione prevede un piano quinquennale di almeno 1,5 milioni di euro all’anno.
  10. L’azione prevede un piano quinquennale di almeno 5 milioni di euro all’anno.
  11. L’Azione non prevede costi
  12. L’azione prevede i soli costi di sostegno alle famiglie in difficoltà, quantificabili in circa 5 milioni annui

Politiche agricole, ittiche e alimentari

La Campania in natura

 

Innovazione in agricoltura, tracciabilità, sostenibilità agricola, turismo di territorio, accordi di filiera e razionalizzazione delle organizzazioni di produttori

  1. Sostegno diretto all’innovazione dei processi aziendali, all’internazionalizzazione e alla commercializzazione delle aziende agricole;
  2. Ottimizzazione della gestione della risorsa idrica anche attraverso una politica di miglioramento della qualità delle acque;
  3. Messa a punto dei sistemi di tracciabilità dei prodotti campani e interventi utili a ridurre lo spreco alimentare e delle risorse naturali;
  4. Implementazione di interventi utili a migliorare la sostenibilità ambientale ed economica delle aziende nell’ottica dell’Economia Circolare, anche volti alla tutela della superficie agricola utilizzabile attraverso piani di miglioramento della fertilità del suolo, riduzione al ricorso di concimi chimici attraverso il ricorso a compost di qualità prodotti nelle aree a maggiore intensità zootecnica;
  5. Valorizzazione dell’attività agricola metropolitana per migliorarne il decoro e sottrarre terreno ad attività illecite;
  6. Recupero delle aree marginali al processo economico regionale attraverso la creazione di circuiti virtuosi canalizzati attraverso azioni di marketing del territorio o accordi con strutture specialistiche del settore (tour operator) che potrebbero canalizzare i flussi turistici delle aree costiere anche e per alcuni giorni alla conoscenza del territorio e delle bellezze naturali, paesaggistiche, artigianali e architettoniche tipiche delle aree interne;
  7. amplificare l’accoglienza attraverso nuove tipologie organizzative che esaltino e trasferiscano la cultura contadina e ambientale punto di forza dell’intero comprensorio. In particolare, la produzione agricolo e zootecnica tipica e tradizionale di queste aree, che per necessità è di tipo estensivo si allontana di molto da quella delle pianure e delle aree costiere, notoriamente di tipo intensivo, presentando valori funzionali e nutrizionali, nonché utili al benessere e alla salute umana, caratteristici e unici.
  8. Incentivazione ad Accordi di filiera e a Progetti integrati di filiera.
  9. Rafforzamento del sistema delle Organizzazioni dei produttori e interprofessionali;
  10. Sviluppo di canali commerciali utili a valorizzare le eccellenze qualitative delle produzioni e la loro provenienza territoriale.

Coperture economiche degli interventi “Politiche agricole, ittiche e alimentari – La Campania in natura”

 

  1. Uno stanziamento significativo non potrà essere inferiore ai 25 milioni di Euro, recuperabili sul PSR
  2. L’azione dovrà attivare interventi infrastrutturali, uno stanziamento significativo non potrà essere inferiore ai 100 milioni di euro rinvenibili sul POE FESR
  3. L’intervento dovrà avere un piano pluriennale, il costo stimato tra i 10 e i 15 milioni di euro
  4. Un piano di aiuti significativo alle imprese non potrà essere inferiore ai 40 milioni di Euro
  5. L’azione non ha costi se non di animazione quantificabili in circa 3 milioni di euro
  6. L’azione non ha costi se non di animazione quantificabili in circa 5 milioni di euro
  7. L’azione non ha costi se non di animazione quantificabili in circa 5 milioni di euro
  8. L’azione non ha costi
  9. L’azione non ha costi
  10. L’azione non ha costi se non di animazione quantificabili in circa 3 milioni di euro

Lavoro

La Campania delle opportunità

 

Estensione a 36 mesi del bonus assunzione, creazione di uno sportello alle imprese, infrastruttura informatica per la rete dei Servizi per il Lavoro, creazione di un Agenzia del lavoro

 

  1. Creazione di uno sportello specialistico, rivolto alle imprese, che eroga servizi avanzati on-site o comunque in prossimità delle aziende partner. Spazio Lavoro che offre consulenza alle imprese (su programmi, incentivi e contratti di lavoro), eroga servizi di ricerca e selezione del personale impiegando e promuovendo il portale regionale apposito ed operando in strettissima sinergia con i Centri per l’impiego(Cpi) (rafforzandone così la capacità di ricollocazione/inserimento). Sostegno diretto all’innovazione dei processi aziendali, all’internazionalizzazione e alla commercializzazione delle aziende agricole;
  2. Realizzazione di un corner da attivare presso (alcuni) Cpi, finalizzato all’erogazione dei servizi alle imprese. Si tratta, in questo caso, di traslare l’esperienza di Spazio Lavoro dentro i Cpi, moltiplicare i punti erogatori di servizi specialistici alle imprese sul territorio regionale, accrescere il grado di prossimità e di riconoscibilità di questi servizi nei confronti delle aziende.
  3. Servizi di prossimità, istituiti in collaborazione con altri soggetti pubblici coinvolti nella rete. Gli Info Lavoro potranno essere ospitati presso Comuni, nonché in Istituti Secondari Superiori, ITS ed Università. Il servizio sarà prevalentemente di natura informativa ma, in virtù delle caratteristiche di ogni singolo partenariato, il servizio potrà essere più strutturato ed ampio (anche con la presenza di operatori opportunamente formati) oppure avere funzioni basic (prevedendo solo l’istallazione di un totem informativo connesso al portale regionale).
  4. Sportelli per l’erogazione dei servizi a cittadini e imprese, luoghi per l’orientamento collettivo e laboratori di gruppo, ampi spazi comuni per il coworking per gli start-upper e la microimpresa, postazioni e totem per l’autoconsultazione (di annunci, concorsi, libri e riviste), aree destinate ad ospitare eventi (sui temi lavoro, incentivi e sviluppo locale), locali adeguati a gestire preselezioni, selezioni e recruitment day con le imprese partner.
  5. L’infrastruttura informatica a servizio della rete dei SPL. Nell’ambito delle azioni di potenziamento del sistema informatico regionale, si prevede l’attivazione di un portale dedicato all’incrocio domanda/offerta (nonché la creazione di una App con le medesime finalità), dotato di nuove e avanzate componenti applicative finalizzate alla gestione dei servizi di reclutamento e di matching.
  6. Creazione di un osservatorio, un luogo di raccolta ed analisi dei dati di contesto e dell’andamento del mercato del lavoro regionale e locale, e gestire le informazioni di carattere statistico rilevate ed elaborate dalle fonti interne (le comunicazioni obbligatorie, l’anagrafe del lavoro, i fascicoli dei lavoratori ecc), indagando i settori in crisi e quelli in espansione.
  7. creazione di un Agenzia ad hoc che realizzerà tutte le azioni di aggiornamento e standardizzazione delle procedure amministrative, di metodologie e strumenti da adottare. L’Agenzia si occupa altresì della gestione dell’osservatorio e del monitoraggio e della verifica delle performance dei vari nodi della rete.
  8. Nuovo modello di accreditamento. È necessario rivedere completamente il modello di accreditamento regionale. Deve essere dato minor peso alla storicità ed alle dotazioni strutturali degli enti e spostare l’attenzione sulla qualità ed innovazione dell’offerta formativa. Il nuovo modello deve prevedere il monitoraggio della ricaduta dell’attività formativa per farne uno dei criteri di merito per gli enti.
  9. Integrazione del Bonus Assunzioni, zero contributi per 24 mesi oltre a quanto previsto dalla normativa nazionale, per ogni unità di lavoro aggiuntiva con reddito fino a 25.000 euro lordi.

Coperture economiche degli interventi “Lavoro – La Campania delle opportunità”

  1. Le azioni 1,2,3,4 vanno viste come un processo unico il cui costo sarà di almeno 25 milioni di Euro, rinvenibili sul FSE
  2. Le azioni 1,2,3,4 vanno viste come un processo unico il cui costo sarà di almeno 25 milioni di Euro, rinvenibili sul FSE
  3. Le azioni 1,2,3,4 vanno viste come un processo unico il cui costo sarà di almeno 25 milioni di Euro, rinvenibili sul FSE
  4. Le azioni 1,2,3,4 vanno viste come un processo unico il cui costo sarà di almeno 25 milioni di Euro, rinvenibili sul FSE
  5. Il costo dell’intervento sarà di circa 8 milioni di Euro
  6. L’azione non ha costi
  7. L’azione ha costi principalmente organizzativi e al netto porterà una riduzione dei costi complessivi, la nuova struttura non avrebbe costi aggiuntivi dovendo essere costruita all’interno di un piano di razionalizzazione delle strutture operanti nel settore.
  8. L’azione non ha costi
  9. Con una popolazione incrementale di 50.000 occupati il costo sarebbe di circa 250 milioni annui a partire da metà 2021 (prima il costo è a carico del Bilancio dello stato)