E’ assurdo pensare di poter affrontare riforme delle professioni, e di attività specifiche come quella forense, senza un confronto. Condivido la richiesta del presidente degli avvocati di Napoli, Francesco Caia. Non sono stati chiamati al tavolo, il confronto va riaperto e vanno sentite le ragioni del mondo delle professioni.
Oggi è valso per gli avvocati, ma qualche giorno fa c’è stata una riunione di tutto il Comitato unitario delle professioni, a Napoli durante la quale è stata sottolineata questa carenza. Tutte le riforme devono nascere da un confronto, non dalla sua assenza o da provvedimenti legislativi, che in alcuni casi hanno carattere d’urgenza e non prevedono nemmeno possibilità di dibattito in Parlamento.
Prima del dibattito e di una riforma bisogna sedersi a tutti i tavoli di confronto che si devono fare.



“Non siamo l’Irlanda la Spagna o la Grecia e questo e’ dovuto al fatto che c’e’ stato un governo che ha permesso questo all’Italia. E questo e’ riconosciuto dallo stesso governo che sta attualmente lavorando. E’ come se il 60% della spesa ora e’ decentrato non e’ possibile pensare di fare ne’ contenimento della spesa pubblica ne’ crescita se non si coinvolgono le autonomie locali in questa prospettiva di una nuova sfida.
