Quasi due miliardi di euro da destinare alla ricerca e all’innovazione. E’ quanto avrà a disposizione nei prossimi tre anni la Campania: un’occasione da non perdere, forse irripetibile. Per evitare un’eccessiva frammentazione dei finanziamenti, meglio unire più progetti di ricerca messi a bando dal Miur e accorparli in materie funzionali, come ad esempio il settore dell’innovazione e della ricerca nei trasporti, che si integra con il sistema sicurezza e il controllo ambientale.
Possiamo lavorare per integrare le risorse, creare una piattaforma che preveda ad esempio delle premialità se si lavora insieme. La parcellizzazione è un problema italiano, mentre gli altri Paesi fanno fronte comune. Alla Campania arriveranno 1 miliardo e 200 milioni di euro a cui vanno ad aggiungersi fondi tra i 300 e i 500 milioni derivanti dal Programma quadro europeo e quelli dal Ministero per lo Sviluppo economico, destinati a questo settore, che si aggirano sui 300 milioni. Cifre enormi.

L’avvio delle attività di formazione professionale del centro sperimentale di competenza sull’aerospazio rappresenta una concreta risposta alle esigenze delle imprese e conferma il nostro impegno sul versante dell’investimento in favore dell’occupazione duratura e di qualità.



Se da alcuni mesi chi governa l’Italia è impegnato a combattere la crisi economica, c’è chi questa battaglia l’ha ingaggiata da tempo. Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, sin dall’inizio del suo mandato ha avviato una stagione di austerity e riforme. Presidente a che punto è la sua azione di risanamento? In Campania abbiamo ereditato una situazione molto difficile. Dopo quindici anni di cattiva politica la Regione era ai limiti del default finanziario e ci siamo dovuti confrontare con i vincoli legati allo sforamento del patto di stabilità. Ciò ha significato per oltre un anno il blocco totale degli investimenti, l’impossibilità di accendere mutui, di fatto la paralisi dell’ente. Alle difficoltà economiche regionali si sono poi aggiunte quelle dettate dalla attuale crisi. Nonostante queste difficoltà sin dal primo giorno la Giunta regionale si è rimboccata le maniche ed abbiamo iniziato il risanamento dei conti e di razionalizzazione della spesa che sta producendo già significativi risultati, riconosciuti recentemente anche dalla Corte dei Conti.
Dopo circa venti anni abbiamo approvato il piano sui rifiuti. Dopo quello sui rifiuti speciali un altro fondamentale tassello. E’ quanto l’Unione europea ci chiedeva da tempo.