Quasi due miliardi di euro da destinare alla ricerca e all’innovazione. E’ quanto avrà a disposizione nei prossimi tre anni la Campania: un’occasione da non perdere, forse irripetibile. Per evitare un’eccessiva frammentazione dei finanziamenti, meglio unire più progetti di ricerca messi a bando dal Miur e accorparli in materie funzionali, come ad esempio il settore dell’innovazione e della ricerca nei trasporti, che si integra con il sistema sicurezza e il controllo ambientale.

Possiamo lavorare per integrare le risorse, creare una piattaforma che preveda ad esempio delle premialità se si lavora insieme. La parcellizzazione è un problema italiano, mentre gli altri Paesi fanno fronte comune. Alla Campania arriveranno 1 miliardo e 200 milioni di euro a cui vanno ad aggiungersi fondi tra i 300 e i 500 milioni derivanti dal Programma quadro europeo e quelli dal Ministero per lo Sviluppo economico, destinati a questo settore, che si aggirano sui 300 milioni. Cifre enormi.


Presidente Caldoro, la crisi di liquidità in Campania, generata soprattutto dai rigidi vincoli imposti dal Patto di Stabilità, sta mettendo la Regione in ginocchio. Cosa si può concretamente fare per lo sviluppo economico?
«E’ indubbiamente vero che ci sono oggi 10 miliardi in cassa non utilizzabili per i limiti del Patto. Per cui ci troviamo in una strana situazione: da un parte la spesa corrente può proseguire e quindi dobbiamo rendere sempre più efficiente e meno dispendiosa la macchina regionale. Dall’altro, però, per attivare le risorse che servono per la crescita economica, l’unica soluzione possibile è quella di dar vita a un Fondo di Garanzia».

Cosa cambierebbe se ci fosse questo Fondo?
«Attualmente se vengono da me una grande azienda nazionale o un piccolo imprenditore locale a dirmi che sono costretti a chiudere i cantieri in Campania, mentre possono tenerli aperti altrove perché si paga con maggiore regolarità io non posso fare nulla. La soluzione potrebbe essere quella di far confluire questi risorse bloccate in un’unica piattaforma di pagamenti nazionale, un Fondo, capace di utilizzare quella cassa proprio perché medierebbe tra chi arriva ai limiti del Patto di Stabilità e chi no».

Già, ma così non si corre il rischio che, se è il Governo a decidere le priorità, privilegi altre aree del Paese?
«Potrebbe accadere. Ma oggi la situazione è ancor più drammatica. Non solo perché andando avanti di questo passo aumenta il divario, ma anche perché si rischia di ripetere ciò che è avvenuto con l’assegnazione degli ultimi fondi Fas, laddove, dovendoli utilizzare per fronteggiare la crisi in atto, sono andati per il 70% al Nord ed appena per il 30% al Mezzogiorno».

Il Fondo di Garanzia diventerebbe un modo per realizzare un’operazione sudista ed equa, che consentirebbe di agganciare la ripresa ed eviterebbe una desertificazione industriale. Ma intanto per aggirare i limiti imposti dal Patto di Stabilità non si riesce a far nulla?
«Il governo ha previsto una nettizzazione del Patto per un miliardo nel 2012 e uno nel 2013. Ciò riguarda prevalentemente le quattro regioni meridionali. La Campania, grazie a questa misura, potrà contare su circa 400 milioni in più nel biennio».

Ma col ministro Barca sembra di capire che i rapporti non siano idilliaci…
«Intendiamoci, Barca è una delle persone più competenti in Italia e in Europa su questi temi. Ciò non toglie che nei fatti ci sia stato un definanziamento quest’anno pari a circa il 10% nel piano presentato a Bruxelles. E’ pur vero che queste risorse verranno recuperate non sui programmi comunitari ma sulle grandi infrastrutture, a cominciare da quelle ferroviarie, sbloccate recentemente dal Cipe. Ma alla lunga ci sarà una perdita effettiva di risorse».

E’ l’unico disaccordo che c’è tra lei e il ministro?
«No. Ci sono anche diversi punti di vista sul merito. Io voglio soprattutto difendere la qualità della spesa piuttosto che la spesa facile. Per cui, nonostante oggi la Regione possa fare affidamento su un parco progetti molto nutrito, in gran parte anche esecutivi, ho preferito concentrare le risorse sui Grandi Progetti che garantiscono ricadute strutturali e durature».

E’ vero, ma in questo modo non si rischia di ritardare la spesa e perciò di non riuscire ad aprire i cantieri, aggravando il dramma occupazionale?
«Solo concentrando le risorse su sistemi produttivi, penso all’automotive, all’aerospazio, e dando così anche una mano all’indotto, è possibile rendere un investimento economicamente vantaggioso e avere un rapporto costi benefici adeguato».

C’è stata un’ulteriore polemica con Barca sui fondi per la scuola?
«Abbiamo idee diverse, non lo nego. Non condivido che su 970 milioni destinati al Sud per le scuole ben 550 siano stanziati per lavagne digitali ed infissi. Io avrei puntato di più su strumenti verificabili per combattere la dispersione scolastica e su stage e tirocini, creando un rapporto proficuo tra sistema scolastico e mondo del lavoro. Così come per le grandi opere ferroviarie penso sia preferibile, a fronte di risorse sempre più scarse, privilegiare i completamenti e la messa in esercizio piuttosto che avviare nuove infrastrutture».

Governatore, dopo Pomigliano, che ne pensa di sperimentare la flexsecurity proprio in Campania?
«Vediamo prima cosa decide il governo sul mercato del lavoro. Noi intanto in questa regione un passo avanti significativo l’abbiamo fatto: siamo stati i primi in Italia a introdurre accordi territoriali, con la firma del “contratto Campania” con tutte le parti sociali. Uno strumento che può diversificarsi per settori produttivi ed aree geografiche. E’ un modo concreto per affrontare senza rigidità il tema della competitività coniugandolo con quello della sostenibilità sociale in quest’area dove la crisi occupazionale è più drammatica».

[Fonte: Corriere del Mezzogiorno - di Emanuele Imperiali]


Adesso tutti a lavoro. La Coppa Amercia rappresenta un grande evento per rilanciare Napoli e la Campania. Non risolve i problemi ma unito ad altre iniziative ci consente di proporre una rinnovata immagine nel panorama internazionale.

Saranno utilizzate risorse adeguate ma questa è una di quelle iniziative che farà registrate maggiori entrate rispetto alle risorse pubbliche impegnate.

Aerospazio, concreta risposta anticrisi per sviluppo

Pubblicato in News il 31 gennaio 2012 alle ore 20:27 Commenti (0)

L’avvio delle attività di formazione professionale del centro sperimentale di competenza sull’aerospazio rappresenta una concreta risposta alle esigenze delle imprese e conferma il nostro impegno sul versante dell’investimento in favore dell’occupazione duratura e di qualità.

Primi in Italia abbiamo dato vita ad un centro che favorisce un percorso formativo innovativo: la formazione dalla scuola, passando per l’università, giunge direttamente alle imprese e si svolge secondo le indicazioni che nascono dal mondo produttivo. L’assessore Nappi ha messo in campo un ottimo lavoro. Manteniamo gli impegni assunti. Questa esperienza virtuosa, che dimostra la possibilità di fare buona e utile formazione in Campania, verrà estesa all’intero comparto ed esportata anche agli altri settori strategici del nostro sistema produttivo.

Nelle fasi difficili la risposta è nella buona politica. La Regione Campania, che ha piena consapevolezza delle criticità dell’intero Paese, ha messo in campo provvedimenti mirati per arginare la grave crisi e per puntare allo sviluppo. Non è con i teoremi o con le politiche dei veti e dei no che si costruisce la ripresa. Stiamo realizzando, fra tante difficoltà, il massimo sforzo, con il prezioso sostegno ed il protagonismo delle forze sociali, per mantenere in Campania i grandi investimenti e per attrarne di nuovi. I risultati ci stanno dando ragione.

Crisi, ok Tremonti ma da noi allarme inascoltato

Pubblicato in News il 31 gennaio 2012 alle ore 19:57 Commenti (0)

Condivido l’analisi di Tremonti sul rischio di una crisi sociale senza precedenti. Non bisogna però arrivare alla Grecia basta vedere quello che avviene al sud. E’ da oltre un anno, che inascoltati, molti amministratori e non solo, delle regioni del Mezzogiorno hanno lanciato un grido di allarme e avanzato proposte.

La crisi da noi non è alta marea ma un vero e proprio tsunami. Rispetto a questo bisogna immediatamente intervenire. La risposta può essere il new deal di Roosvelt, che propone Tremonti, così come il presidente degli Stati Uniti lo annunciò: ‘Chiederò al Congresso l’unico strumento per affrontare la crisi. Il potere di agire ad ampio raggio, per dichiarare guerra all’emergenza’, disse Roosvelt ‘Un potere grande come quello che mi verrebbe dato se venissimo invasi da un esercito straniero‘.


E’ assurdo pensare di poter affrontare riforme delle professioni, e di attività specifiche come quella forense, senza un confronto. Condivido la richiesta del presidente degli avvocati di Napoli, Francesco Caia. Non sono stati chiamati al tavolo, il confronto va riaperto e vanno sentite le ragioni del mondo delle professioni.

Oggi è valso per gli avvocati, ma qualche giorno fa c’è stata una riunione di tutto il Comitato unitario delle professioni, a Napoli durante la quale è stata sottolineata questa carenza. Tutte le riforme devono nascere da un confronto, non dalla sua assenza o da provvedimenti legislativi, che in alcuni casi hanno carattere d’urgenza e non prevedono nemmeno possibilità di dibattito in Parlamento.

Prima del dibattito e di una riforma bisogna sedersi a tutti i tavoli di confronto che si devono fare.

Pdl, pensare a partito leggero su modello americano

Pubblicato in News il 28 gennaio 2012 alle ore 12:16 Commenti (1)

La partecipazione, l’adesione a un partito, non può essere vincolata a una tessera. Il vero problema è quello della rappresentanza, occorre pensare a un partito diverso, leggero, che non sia pesante come lo era nel passato. C’è un sistema che funziona e bene, ed è quello americano nel quale il pluralismo viene garantito, ognuno difende gli interessi territoriali che rappresenta. Sono “Tea Party”, un modo per esprimersi, una forma di rappresentanza che non si cristallizza e viene sciolta quando ha esaurito il suo compito.

Un nuovo modello di partecipazione il cui livello non sia rappresentato soltanto dall’iscrizione. E’ in questo quadro che occorre riorganizzare il partito. E’ essenziale non omologare, ma avere espressioni plurali. Un partito non può essere un ambito chiuso con le tessere. Un elemento che deve comunque essere presente nella vita del partito, ma non deve essere elemento per selezionare la classe dirigente.

Professioni, volontariato, coloro che fanno attività sociali e stanno in campo ogni giorno: sono questi i mondi che dovremmo riuscire a coinvolgere. Spesso avviene quando ci sono elezioni se c’è una forte leadership. Nella fase italiana attuale, però, il quadro è un pò diverso ecco perchè occorre lavorare sulla rappresentanza.

Siamo tutti cofondatori del Pdl. Un partito che si può strutturare in maniera moderna. Più difficile che lo si chieda per esempio al Pd.

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La Regione Campania investira’ per l’indotto del settore aeronautico e spaziale circa 70 milioni di euro, 25 dei quali andranno in attivita’ gia’ quest’anno. E’ quanto ha affermato il presidente Stefano Caldoro a margine della cerimonia di consegna della millesima fusoliera al consorzio Atr da parte dell’Alenia Aermacchi nello stabilimento di Pomigliano d’Arco (Napoli).

Giornata della memoria, il ricordo sia di riflessione

Pubblicato in News il 27 gennaio 2012 alle ore 16:48 Commenti (0)

Coltivare il valore della memoria è imprescindibile. Il ricordo deve essere sempre vissuto come un momento di riflessione e di monito. Queste dolorose pagine di storia devono essere sempre lette, le giovani generazioni con esse si devono confrontare perchè solo dalla consapevolezza si possono evitare altre tragedie. ‘

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario‘, ricordava Primo Levi.



La Regione Campania investirà per l’indotto del settore aeronautico e spaziale circa 70 milioni di euro, 25 dei quali andranno in attività già quest’anno.

La Regione mette in campo investimenti a difesa dell’occupazione, rafforzando il sistema della formazione, dell’innovazione tecnologica, della ricerca.

Personalmente mi piace capire cosa si fa, se il prodotto è competitivo, se si difendono i cantieri, l’occupazione, perchè le cose concrete ci sono, e quindi è importante creare piattaforme di sistemi che si integrano e producono qualità, in quanto i poli teorici ci hanno fatto solo perdere tempo.

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