Quasi due miliardi di euro da destinare alla ricerca e all’innovazione. E’ quanto avrà a disposizione nei prossimi tre anni la Campania: un’occasione da non perdere, forse irripetibile. Per evitare un’eccessiva frammentazione dei finanziamenti, meglio unire più progetti di ricerca messi a bando dal Miur e accorparli in materie funzionali, come ad esempio il settore dell’innovazione e della ricerca nei trasporti, che si integra con il sistema sicurezza e il controllo ambientale.
Possiamo lavorare per integrare le risorse, creare una piattaforma che preveda ad esempio delle premialità se si lavora insieme. La parcellizzazione è un problema italiano, mentre gli altri Paesi fanno fronte comune. Alla Campania arriveranno 1 miliardo e 200 milioni di euro a cui vanno ad aggiungersi fondi tra i 300 e i 500 milioni derivanti dal Programma quadro europeo e quelli dal Ministero per lo Sviluppo economico, destinati a questo settore, che si aggirano sui 300 milioni. Cifre enormi.

Presidente Caldoro, la crisi di liquidità in Campania, generata soprattutto dai rigidi vincoli imposti dal Patto di Stabilità, sta mettendo la Regione in ginocchio. Cosa si può concretamente fare per lo sviluppo economico?
Adesso tutti a lavoro. La Coppa Amercia rappresenta un grande evento per rilanciare Napoli e la Campania. Non risolve i problemi ma unito ad altre iniziative ci consente di proporre una rinnovata immagine nel panorama internazionale.
L’avvio delle attività di formazione professionale del centro sperimentale di competenza sull’aerospazio rappresenta una concreta risposta alle esigenze delle imprese e conferma il nostro impegno sul versante dell’investimento in favore dell’occupazione duratura e di qualità.
Condivido l’analisi di Tremonti sul rischio di una crisi sociale senza precedenti. Non bisogna però arrivare alla Grecia basta vedere quello che avviene al sud. E’ da oltre un anno, che inascoltati, molti amministratori e non solo, delle regioni del Mezzogiorno hanno lanciato un grido di allarme e avanzato proposte.
E’ assurdo pensare di poter affrontare riforme delle professioni, e di attività specifiche come quella forense, senza un confronto. Condivido la richiesta del presidente degli avvocati di Napoli, Francesco Caia. Non sono stati chiamati al tavolo, il confronto va riaperto e vanno sentite le ragioni del mondo delle professioni.
La partecipazione, l’adesione a un partito, non può essere vincolata a una tessera. Il vero problema è quello della rappresentanza, occorre pensare a un partito diverso, leggero, che non sia pesante come lo era nel passato. C’è un sistema che funziona e bene, ed è quello americano nel quale il pluralismo viene garantito, ognuno difende gli interessi territoriali che rappresenta. Sono “Tea Party”, un modo per esprimersi, una forma di rappresentanza che non si cristallizza e viene sciolta quando ha esaurito il suo compito.
Coltivare il valore della memoria è imprescindibile. Il ricordo deve essere sempre vissuto come un momento di riflessione e di monito. Queste dolorose pagine di storia devono essere sempre lette, le giovani generazioni con esse si devono confrontare perchè solo dalla consapevolezza si possono evitare altre tragedie. ‘
